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La grande sconfitta, in tutto, è dimenticare,
e soprattutto quel che ti ha fatto crepare,
e crepare senza capire mai fino a qual punto
gli uomini sono carogne. Quando saremo
sull'orlo del precipizio dovremo mica fare i furbi
noialtri, ma non bisognerà nemmeno
dimenticare, bisognerà raccontare tutto senza
cambiare una parola, di quel che si è visto
di più schifoso negli uomini e poi tirar le cuoia
e poi sprofondare. Come lavoro,
ce n'è per una vita intera. (Céline)


Sputa quel pelo...



                                                        

















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Diario | EVVIVA IL CALCIO | Numero 23 | Uolter | TG FUNICULI' |
 
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15 febbraio 2005

UN'ALTRO CON L'APOSTROFO

Rubrica delle lettere di Repubblica

Il primato della discordia tra Tg1 e Tg5

Clemente Mimun Direttore del Tg1

Caro Direttore, rinuncio a rispondere nel dettaglio alle molte falsità e insolenze che mi riserva Sebastiano Messina nel suo «fuorionda» di ieri, ma sono certo che mi permetterai qualche considerazione. Il Tg1 è tornato a essere con la mia direzione il primo telegiornale italiano. Nei primi quattro mesi del 2002 era stato superato dal Tg5. E' accaduto anche nel primo mese della mia gestione, ma dal giugno 2002 al gennaio 2005 abbiamo sempre prevalso, con una media superiore di oltre 3 punti rispetto al concorrente. Se realizzare questo risultato, dopo le ottime performance al Tg2 e il buon lavoro al Tg5, porta a essere considerati «modesti», spero di continuare così. Messina non mostra di avere buona memoria quando riconduce all'attuale Tg1 servizi taroccati, faziosità e interviste in ginocchio. Si informi presso il più competente Beniamino Placido, o si rilegga gli arretrati, troverà le critiche e i commenti ai Tg1 del passato: dalle cronache torrenziali dai congressi, alle immagini choc della pedofilia, a molto altro ancora. Ma nonostante grandi e piccoli peccati i telespettatori hanno sempre considerato, e considerano giustamente, il Tg1 un solido punto di riferimento. Quanto al comportamento dei conduttori Messina dia un'occhiata all'elenco dei deputati europei e troverà la risposta ai suoi dubbi. Se poi considera che due ex direttori del Tg1 sono stati, o sono, stretti collaboratori del leader dell'opposizione, un'altro ex direttore del Tg1 è stato senatore dell'Ulivo, un'altro ancora è stato vanamente candidato dal centrosinistra, potrà riflettere meglio su quel che va raccontando ai lettori de «la Repubblica».

A beneficio di Mimun che evidentemente non l'ha capito preciso che l'aggettivo «modesto» era usato ironicamente, per indicare non la sua mediocrità professionale ma la sua nota abitudine di vantarsi dei risultati raggiunti. Come fa, puntualmente, anche in questa lettera. Citando però il passato ma non il presente. E si capisce, visto che il suo Tg1 viene ormai sorpassato sempre più spesso dal Tg5, come è successo per restare ai giorni nostri mercoledì 2, lunedì 7, martedì 8 e sabato 12 febbraio. Non ho mai scritto né pensato che il suo Tg1 abbia l'esclusiva dei servizi taroccati, delle faziosità e delle interviste in ginocchio: Mimun non ha inventato nulla, ha solo perfezionato il metodo. Senza entrare nel merito degli eleganti riferimenti ai suoi predecessori, vorrei però dargli una notizia che forse lo coglierà di sorpresa: «un altro» si scrive senza apostrofo. (s. me.)




permalink | inviato da il 15/2/2005 alle 12:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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